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L’IMPORTANZA DEL CAMPIONAMENTO AI FINI DELLA CORRETTA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTIIndietro

La classificazione dei rifiuti è un processo delicato che prevede le principalifasi seguenti:

 

· esame del ciclo produttivo che ha generato il rifiuto,

· valutazione delle Schede di Sicurezza delle materie prime utilizzate,

· campionamento del materiale ed esecuzione di analisi chimica/valutazione merceologica (ove pertinente).

 

La legge pone in capo al Produttore dei rifiuti la responsabilità della loro corretta identificazione. In forza di tale onere, è bene che il produttore dei rifiuti adotti un approccio cautelativo e coerente con quanto previsto dalla normativa vigente e che abbia documentato in una procedura specifica le modalità standard realizzate ai fini della corretta classificazione dei rifiuti prodotti.

Per molte tipologie di rifiuto la classificazione non può prescindere dall’effettuazione di un’analisi chimica e/o di una valutazione merceologica.

Dal momento che la variabilità dei risultati analitici è direttamente correlata al carattere eterogeneo tipico dei rifiuti, un campionamento effettuato in modo non corretto aumenta il rischio di variabilità e scarsa oggettività del risultato ottenuto. In quest’ottica, il campionamento dei rifiuti diventa attività cruciale ai fini dell’ottenimento di un risultato rappresentativo della vera natura del rifiuto oggetto di analisi.

Affinché le attività di determinazione analitica possano fornire risultati attendibili, esse devono essere condotte seguendo metodi di campionamento e analisi appartenenti a standard riconosciuti. Il personale incaricato al campionamento dei rifiuti deve pertanto possedere adeguate competenze tecniche ed essere in grado di operare in conformità alle norme di riferimento (e.g. UNI 10802), anche in relazione al trasporto e alla conservazione dei campioni.

È bene quindi avvalersi di laboratori che operino secondo metodi ufficiali pubblicati da enti di standardizzazione UNI, ISO o anche IRSA CNR. Tale aspetto può essere garantito dall’affidamento dell’incarico a laboratori accreditati ai sensi della norma ISO/IEC 17025, i quali avranno cura di esplicitare, all’interno del certificato fornito, le metodologie adottate per il campionamento, l’analisi chimica e la valutazione degli esiti.

L’accreditamento di un laboratorio corrisponde infatti al riconoscimento formale delle relative competenze tecniche in merito a tracciabilità metrologica degli esiti, oggettività dei risultati, professionalità e integrità di giudizio nonché valenza giuridica nei casi di contenzioso.

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