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NAZIONALE - VALUTAZIONE DELL’IMPRONTA AMBIENTALE DEI PRODOTTI “MADE GREEN IN ITALY”Indietro

L’impronta ambientale di un prodotto (inteso come “bene” o “servizio”, secondo la Norma ISO 14040:2006  basata sulla metodologia LCA – Life Cycle Assessement) è uno strumento volontario di valutazione delle prestazioni ambientali di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, ed è calcolata al fine di ridurre gli impatti ambientali di tale bene o servizio considerando tutte le attività, dall’estrazione delle materie prime, alla catena di fornitura attraverso la produzione e l’uso, fino alla gestione del fine-vita.

Il programma avviato nel 2011 dal Ministero dell’Ambiente si consolida oggi allineandosi alla metodologia PEF (Product Environmental Footprint) della Commissione Europea, creando il marchio “Made Green in Italy”.

Il progetto ha i seguenti obiettivi:

· Promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo.

· Stimolare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei prodotti (compresi semilavorati e prodotti intermedi) lungo il loro ciclo di vita.

· Favorire scelte informate e consapevoli da parte dei cittadini garantendo la trasparenza e la comparabilità delle prestazioni ambientali di tali prodotti.

· Rafforzare l’immagine e l’impatto comunicativo che distingue i prodotti associandovi inoltre aspetti di tracciabilità, qualità ambientale, qualità del paesaggio e sostenibilità sociale.

· Definire le modalità più efficaci per valutare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti del sistema produttivo italiano, al fine di sostenerne la competitività sui mercati nazionali e internazionali.

· Valorizzare le esperienze positive di qualificazione ambientale dei prodotti di cluster di piccole imprese, attraverso l’adozione di misure atte ad agevolare l’adesione allo Schema “Made Green in Italy” da parte di gruppi di imprese..

   

Questo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti è istituito ai sensi dell’art. 21, comma 1 della Legge n. 221/2015 (“Collegato Ambiente”) e adotta la metodologia PEF come definita nella raccomandazione 2013/179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013.

La certificazione è basata su Regole per Categoria di Prodotto (RCP)che devono essere elaborate preliminarmente all’elaborazione della LCA. Tali regole possono essere elaborate da soggetti  (privati  o  pubblici) costituiti da almeno tre aziende, di cui almeno una PMI, che rappresentino almeno il 50% del settore nella specifica categoria di  prodotto.

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